Velaterapia: la Toscana promuove la navigazione senza barriere




News Toscana | Gabriele Marazzi | 2 giugno 2012 alle 04:11

Ogni anno la Regione Toscana investe diversi milioni di euro per progetti il cui scopo è l’eliminazione delle barriere architettoniche, incitando, altresì, le amministrazioni Comunali ad approvare i c.d. Peba, Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche.

Abbattere le barriere architettoniche significa permettere a tutti di fruire, in maniera dignitosa, autonoma e sicura, sia di spazi pubblici che di spazi privati.

E quando si parla di spazi, non si deve pensare alla mobilità in zone circoscritte bensì anche ad aree infinitamente estese come il mare.

Il mare, spesso associato a forza e libertà, è paradossalmente un grande limite per le persone disabili, purtroppo.

Per una persona con difficoltà nella mobilità e deambulazione, infatti, vivere il mare è un’impresa davvero difficile e faticosa.

Le barche sono un concentrato di ostacoli e barriere architettoniche, dove tutto sembra impraticabile. La Regione Toscana ha, però, deciso di co-finanziare un progetto davvero speciale.

Si chiama Velaterapia ed è un programma di speciali crociere, previste nei mesi estivi (giugno, luglio, agosto e settembre), diretto a monitorare ed analizzare i benefici psichici che ne derivano per i disabili dall’esperienza di navigazione.

Elba, Pianosa, Capraia, Giglio e Giannutri sono tutti i parchi marini protetti previsti nel tour del progetto Velaterapia. Due gli elementi determinanti: da un lato, la cooperazione ed il lavoro di squadra (tra volontari e disabili) come equipaggio e, dall’altro, l’attività di sensibilizzazione delle persone al problema della disabilità in mare.

Vela Insieme, promotrice del progetto Velaterapia, inoltre, ha promosso proprio pochi giorni fa, alla prima edizione di Reatech Italia, la fiera dei produttori di montascale e ausili per vivere meglio, diverse iniziative per revisionare la disciplina delle patenti nautiche che, allo stato attuale, non include le persone con disabilità. Perché in futuro si spera che la navigazione senza barriere diventi la normalità.


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Articolo scritto da Gabriele Marazzi

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